Cultura & Spettacoli

Sipario sulla meraviglia

Un'immagine di repertorio del Palio di Isola Dovarese [foto Paolo Mazzini]

Palio di Isola Dovarese. Il regista: «L’esclusiva unione tra ingegno e artigianato è la nostra sfida più grande»

Il sipario del tempo sta per riaprirsi sulla monumentale piazza gonzaghesca, ma quest’anno il viaggio si spinge oltre i confini della terra. Con la 59ª edizione del Palio di Isola Dovarese ormai alle porte, l’attesa si concentra sul capitolo finale della trilogia dedicata all’uomo: “ Là ‘ve fiorisce ‘l Ciel — De hominis itinere ”. Dietro le quinte di questo imponente ingranaggio che fonde storia, mito e teatro, c’è la mente visionaria del regista Gianni Micheli. Tra i fermenti dei preparativi, lo abbiamo intervistato per scoprire come la meraviglia e la spiritualità del Quattrocento lombardo prenderanno vita sotto le stelle di settembre.
Gianni Micheli, regista della 59esima edizione del Palio di Isola Dovarese
Gianni Micheli, regista della 59esima edizione del Palio di Isola Dovarese
Qual è il tema centrale scelto per guidare la narrazione dell’edizione 2026 del Palio?
«Al di là del tema generale, legato a questi ultimi tre anni di lavoro del Palio, in quest’edizione raccontiamo le scelte: la scelta di un padre, la scelta di una figlia, la scelta di un dio, la scelta di un uomo che ha legato a sé la storia, come San Francesco. Quanto ancora ci sentiamo legati al destino, ad un oracolo o, oggi, ai nostri profili social , alla nostra immagine pubblica, per fare una scelta. Quanto siamo disposti a sacrificare e a perdere in ragione di quella scelta, fatta o non fatta. Bivi, porte da aprire e da chiudere. Qualcosa con cui abbiamo a che fare ogni giorno, se ci pensiamo».
In che modo la sua regia riesce a bilanciare il rigore della ricostruzione storica medievale con le esigenze di spettacolo del pubblico moderno?
«Il rigore della ricostruzione è un qualcosa che ormai appartiene al DNA del Palio di Isola Dovarese e degli isolani. Così come la ricerca, l’attenzione alle fonti, la curiosità. In questo DNA io porto i miei studi e il mio lavoro sopra e sotto il palcoscenico. E il piacere di stare insieme. La piazza, la straordinaria piazza di Isola, fa il resto. Sostiene...
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Antonio Gattulli
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