Il debutto. Fotografa e, ora, scrittrice: la traccia del libro risale al tempo della scuola
Quella che Samantha Mailloli (fotografa professionista concittadina con una Laurea in Lingue e Letterature Straniere nel proprio curriculum vitae ) racconta circa la genesi del suo romanzo d’esordio (edito nel catalogo di “Giano Bifronte Editore”), “Le verità di Andrea”, è una storia che affonda le radici in un’epoca piuttosto lontana e che, oggi, vale la pena di riportare alla memoria. È la storia di una brillante studentessa universitaria (lettrice onnivora e appassionata) che, reduce da un’entusiasmante gita presso il Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Curtatone, decide di prendere in mano la penna per scrivere un’opera che di lì a poco, a causa della moltitudine di impegni accademici, finisce in un cassetto rimasto chiuso per vent’anni e oltre. Molto tempo dopo, accantonate le incombenze quotidiane, la traccia allora realizzata in fase embrionale si è trasformata in un (bel) testo intriso di suggestioni, fra le cui pagine trionfa un protagonista (quell’Andrea cui il titolo allude, appunto) finemente cesellato.
Samantha, il suo è un esordio particolarmente brillante: guardando al passato, cos’è cambiato nel romanzo che i lettori ora stringono fra le mani rispetto a quello che, in nuce, lei aveva elaborato parecchi anni or sono?
«Sicuramente il linguaggio, semplificato se raffrontato con la stesura originaria. È una scelta dettata dalla volontà di rendere la mia scrittura a tutti più accessibile, per quanto comunque non dozzinale. Mi auguro traspaia la “forza” con cui la storia sembra uscire dalla pagina, come se avvertisse l’urgenza di essere raccontata. Mi sono attenuta allo schema pensato...
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Fabio Canesi

