

Cultura & Spettacoli
“Sentirci e costituirci italiani”
Giuseppe Sciuti, Carlo Pisacane durante l’episodio della spedizione di Sapri (Catania, Palazzo degli Elefanti)
Verso il 2 giugno. Secondo Carlo Pisacane la rivoluzione politica non poteva essere disgiunta da quella sociale
Nato a Napoli da famiglia patrizia, Carlo Pisacane studia alla Nunziatella e, a 21 anni, è ingegnere e ufficiale del Genio, frequenta la Corte e ottiene incarichi importanti.
Il giovane ufficiale, bello e pieno di vita, vive la sua gioventù alternando avventure galanti e brillanti risultati nelle opere di fortificazione tra Napoli e Civitella del Tronto (Teramo). Dopo l’ennesima storia amorosa con una donna sposata decide inopinatamente di uscire dall’esercito che pure ha servito con grandi encomi. Pisacane, bravo ufficiale, aderisce alla “Giovine Italia” e diventa un antimilitarista, un cospiratore, un eroe.
Nel 1847, lo troviamo in Africa, arruolato nella Legione Straniera francese a combattere contro Abdel- el-Kader, leggendario capo dei ribelli algerini; nella Legione il giovane ufficiale fa le prime esperienze di guerriglia, che poi gli serviranno più tardi.
Arrivano i moti del 1848, Pisacane abbandona la Legione e partecipa alla I guerra d’indipendenza nei volontari del “Reggimento della Morte” e rimane gravemente ferito. Conosce Mazzini e studia il suo unitarismo, conosce Cattaneo e ne studia il federalismo: crea così il proprio concetto di Rivoluzione nazionale. Le ferite e la delusione per gli eventi bellici non gli impediscono, ad inizio 1849, di correre a Roma a difendere la Repubblica mazziniana assediata dalle potenze conservatrici (Austria, Francia, Spagna, Regno Borbonico)...

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Anselmo Gusperti