A CremonaJazz, il pianista cubano Omar Sosa presenta il suo ultimo album
Sesto appuntamento di CremonaJazz, mercoledì 27 maggio alle ore 21, con il pianista cubano Omar Sosa. Un ritorno, quello di Sosa, in Auditorium, con un nuovo album da presentare, Sendas (sentieri), una raffinata raccolta di improvvisazioni per pianoforte.
Sendas , pubblicato nel 2025, contiene 11 brani. È un’opera nata da un’improvvisazione spontanea di due ore registrata nel 2020 presso la Fazioli Concert Hall a Sacile. Nata in un momento di grande incertezza (in pieno periodo Covid), la sua musica offre un canale per liberare la tempesta che infuria dentro di noi. Ogni nota diventa un sospiro, un grido aperto, una preghiera sincera, un modo per lasciare un segno su un futuro incerto. Sendas è una testimonianza del potere curativo dell’arte: un ponte invisibile che offre uno scorcio di eternità, un’eco del nostro essere che risuona ben oltre la fragilità di qualsiasi momento presente. Il titolo significa “Sentieri”. Ogni traccia rappresenta un percorso introspettivo in cui il silenzio e le note cercano una connessione profonda con l’ascoltatore.
«L’Africa e la Diaspora rappresentano una fonte musicale senza uguali – dichiara Omar Sosa, che abbiamo intervistato –. Ho provato a raccontare il profilo melodico del continente e la sua grande forza ritmica. Filosoficamente, attraverso il jazz che è forse il genere più rappresentativo della Diaspora, abbiamo cercato di mettere insieme i Caraibi, l’America Latina e l’Africa in un espressione di libertà, una celebrazione della Diaspora che sopravvive ancora oggi».
Mercoledì 27 maggio il suo ritorno a CremonaJazz, all’Auditorium G. Arvedi, location celebre per la sua acustica eccezionale. Quali emozioni?
«È un onore sacro trovarsi in uno spazio in cui la magia e l’acustica si fondono nella spiritualità. La mia musica, per la quale vi ringrazio in anticipo, sarà il riflesso di quell’energia invisibile che emana dell’Auditorium. Lì, la libera espressione si ergerà come pilastro fondamentale della serata, lasciando che l’improvvisazione possa dettare la propria verità. In quel tempio del suono, ogni nota sarà un ponte tra l’umano e il divino»...
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Ana Vera Teixeira


