

Cultura & Spettacoli
Se la musica genera inquietudine: le scelte sbagliate in tv e sui social
Ludovico Einaudi. La sue "Experience" è tra i brani peggio abbinati nel "mare magnum" dei reel sui social
Da Vivaldi a Einaudi: i brani “prezzemolo” nel “mare magnum” dei reel
Oggi li chiamano music supervisor. Una volta erano semplicemente coloro che sceglievano le musiche di sottofondo per video di ogni tipo, sia per il cinema sia per la tv, spot pubblicitari compresi. Parliamo di musiche preesistenti, non originali, per cui la bravura di questi operatori consisteva (e consiste) soprattutto nel far combaciare i contenuti drammatuirgici ed emotivi delle immagini a quelli delle musiche. Ora questo fenomeno si è amplificato con i social, dove molti fanno il “fai da te” mettendo le musiche alle proprie storie e la cosa curiosa è sentire che il repertorio è estremamente circoscritto, nonostante il mare magnum di reel che ogni giorno passano sul web. Per quanto riguarda la classica, a farla da padrone sono le Stagioni di Vivaldi, specie il Presto dell’Inverno e il Presto dell’Estate, che sovente vengono invertiti anche perché si assomigliano molto. Non parliamo poi di Morricone, le cui colonne sonore sono davvero un “prezzemolo” sui social, così come gli Abba di Mamma Mia e il Moroder di Flashdance. In televisione la fantasia è ancora più ridotta, specie nelle centinaia di servizi giornalistici che scandiscono le numerose trasmissioni dedicate ai fatti di cronaca, soprattutto ai fatti di cronaca nera, da Storie Italiane a La Vita in diretta, da Chi l’ha visto? a Quarto grado...
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Roberto Codazzi