

Cultura & Spettacoli
Se il limite non separa, il molteplice fa unità
Alcune delle opere esposte [foto Ana Vera Teixeira]
Alla Galleria Arteatro di Crema le opere di Giordani
Fino al 24 maggio, presso la Galleria Arteatro della Fondazione San Domenico di Crema (piazza Trento e Trieste) sarà possibilie visitare la mostra di Mickael Giordani intitolata “Rinascenza cromatica – La fragilità del confine”.
Nel suo recente ciclo di lavori, l’artista esplora la dialettica, apparentemente inconciliabile, tra separazione e incontro. L’incontro tra gli opposti ha sempre costituito la cifra costante della sua ricerca, ma in questa fase espande ulteriormente la sua dialettica introducendo il colore come dominante forma espressiva e comunicativa amplificandone il linguaggio. L’artista concepisce la tela come un campo di forze, in cui la materia pittorica diviene mediatore tra opposti. Il confine stesso non diventa più linea di separazione, ma luogo di permeabilità, di reciproca contaminazione tra mondi che si osservano, si temono e si attraggono. È una pittura che parla in un linguaggio antico e universale: la ricerca di senso nella differenza. Al centro della composizione si manifesta una dualità che non divide, bensì genera dialogo. Il limite non separa, ma permette la coesistenza delle differenze; diventa il luogo in cui il molteplice si fa unità senza rinunciare alla propria identità. Le masse cromatiche si articolano in un campo visivo in cui coesistono non più due universi che si sfiorano lungo una linea orizzontale, ma una costellazione di presenze che condividono lo stesso respiro in quello che l’artista denomina un “equilibrio instabile”.
«Solo attraverso la fragilità ed il contatto, la forma può evolversi ed il mondo può cambiare stato - spiega l’artista -. Non si tratta quindi solo di una trasmutazione interna al quadro, ma di una trasmutazione esperienziale, che coinvolge chi guarda: la pittura come specchio alchemico, come soglia viva tra il visibile e l’invisibile. La trasmutazione non avviene dunque soltanto nella materia del quadro, ma anche in chi guarda»...
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Ana Vera Teixeira