Sorta in via Bonomelli, era nota in città anche col titolo della Beata Vergine di Caravaggio
Compie quattro secoli di vita la piccola chiesetta di Sant’Eligio in via Bonomelli, fondata nel 1620 dall’Università degli orefici cremonesi, che ne fa un caso unico nella storia della nostra città. Nessuna corporazione, infatti, fino ad allora aveva mai pensato di realizzare a proprie spese una chiesa dedicata al proprio santo protettore. Ed in effetti l’impresa fu molto impegnativa dal punto di vista finanziario, in anni di profonda crisi economica ma anche di grande fervore religioso nel clima imperante della Controriforma. Già qualche anno prima, nel 1610, gli orefici avevano introdotto nei loro statuti l’obbligo di far celebrare, pro invocando Divino auxilium, una messa quotidiana all’altare di sant’Eligio, posto nella parrocchia dei Santi Faustino e Giovita, e di festeggiare solennemente il giorno a lui dedicato con la totale astensione dal lavoro. Era stato poi introdotto l’obbligo di prestare soccorso ai colleghi caduti in povertà, nonché a quelli colpiti da malattia, utilizzando, allo scopo, i mezzi che gli iscritti erano tenuti a fornire in occasione della festa di S. Eligio....
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Fabrizio Loffi

