Cultura & Spettacoli

San Girolamo, vera “indigestione d’occhi”

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San Girolamo, vera “indigestione d’occhi”

La sobrietà della facciata della chiesa di via Sicardo è “menzognera” rispetto all’elegante decorazione interna, rigenerata nel Seicento

A due passi da piazza del Comune e dalla splendida Cattedrale, sorge una chiesa che spesso sfugge agli sguardi meno attenti. In via Sicardo, tra l’oratorio Silvio Pellico e gli edifici del lato sud della piazza, è da secoli presente la piccola chiesa conosciuta come San Girolamo.
Girolamo, celebrato nel calendario liturgico il 30 settembre, è una importante figura di teologo la cui attività di traduttore della Bibbia, i suoi commenti sulle Sacre Scritture e la lotta alle eresie, gli hanno valso il titolo di padre e dottore della Chiesa. Forse pochi però sanno che nella titolazione dell’edificio sacro egli è affiancato dal discepolo Sant’Eusebio, figura la cui vita e attività è arrivata a noi proprio grazie agli scritti di Girolamo. Il Santo è poi ancor più interessante a livello cittadino, in quanto è il primo cristiano cremonese di cui abbiamo notizia.
La fondazione della chiesa risale al 1386 ed è legata alle donazioni del sacerdote Ottolino de Zaneboni; la storia dell’edificio sacro è da sempre strettamente legata alle congregazioni che in essa trovano sede e le cui attività le valgono la denominazione di chiesa “dei condannati a morte”. Nel corso del tempo infatti è luogo di diverse confraternite: in principio quella della Beata Vergine della Misericordia, successivamente viene affidata alla confraternita dedicata a Nostro Signore Crocefisso, la quale, dal 1610, si aggrega all’ Arciconfraternita romana di San Giovanni Battista Decollato, detta anche della Buona Morte. Tali realtà avevano lo scopo di seguire e prestare assistenza ai condannati a morte, accompagnarli fino al patibolo, provvedere alla loro sepoltura (dal Seicento è collocata nella cappella che sorge su un lato della chiesa) ed infine occuparsi delle pratiche di suffragio....
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Serena Carpaneto
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