Quando fare musica e teatro diventa il mezzo per intascare soldi pubblici
“Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita. Non c’è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea”. Così Stendhal descrive il Gran Teatro di Napoli nel suo celebre diario di viaggio Roma, Napoli e Firenze nel 1817. A distanza di due secoli, e dopo gli incresciosi fatti di Genova di cui abbiamo parlato settimana scorsa, altri barbari travestiti da operatori culturali hanno profanato e sfregiato con i loro comportamenti truffaldini un altro tempio della cultura mondiale, il San Carlo. Figurano infatti anche l’ex sovrintendente Stephane Lissner e l’ex direttore generale Emmanuela Spedaliere tra le dodici persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Napoli che ha disposto una serie di perquisizioni nell’ente lirico partenopeo, il sequestro dei telefoni e dei computer agli indagati e una serie di acquisizioni documentali. Gli accertamenti sono stati delegati dagli inquirenti ai militari del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli mentre i reati ipotizzati, a vario titolo, sono truffa, peculato e falso. L’inchiesta è relativa alla precedente gestione finanziaria del teatro: tra gli indagati anche alcuni noti cantanti e registi di varie nazionalità...
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Roberto Codazzi

