Cultura & Spettacoli

Salvate il “soldato Stradivari”. Anche da monco è meta turistica

In corso Garibaldi, uno Stradivari "mutilato" e senza il suo violino [foto Matteo Cattaneo]

La proposta: sostituire l’attuale scultura in vetroresina con una in bronzo

Non è la Pietà Rondanini di Michelangelo, l’estremo capolavoro di un genio ottantenne che lascia l’opera incompiuta sia per motivi anagrafici sia perché arrovellato da quali strade espressive debba e possa prendere il proprio percorso artistico. Qui parliamo, molto più prosaicamente e banalmente, di una raffigurazione in vetroresina (leggi: plastica) di Stradivari più e più volte mutilata da scriteriati atti di vandalismo. Una riproduzione priva di qualsiasi valore artistico, anzi decisamente bruttarella, ma che nel corso degli anni è diventata una attrazione per turisti venuti a Cremona alla ricerca del mito di Stradivari e della suggestione che la capitale della liuteria può dare, specie se si tratta di appassionati e addetti ai lavori. Non a caso in una precedente puntata di questa rubrica avevo lodato la bontà dell’idea di realizzare sotto il Torrazzo una statua che potesse diventare iconica, al pari – fatte ovviamente le debite proporzioni – della Sirenetta di Copenaghen o della scultura di Pessoa a Lisbona. Un’idea il cui merito spetta a Fausto Cacciatori, noto liutaio, già conservatore dei beni liutari del Museo del Violino, ora editore e curatore delle Stanze della Musica (collezione Carutti) al Museo Civico Ala Ponzone, che una ventina abbondante di anni fa pensò di collocare lo Stradivari di vetroresina in largo Boccaccino, dove allora si trovava la sua libreria Cremonabooks, specializzata in editoria legata alla liuteria e alla musica. Poi la libreria si è trasferita al Museo del Violino e il Comune ha deciso di trasferire lo Stradivari in corso Garibaldi in prossimità della prima casa-bottega del sommo liutaio, nel frattempo restaurata e trasformata in Fondazione Casa Stradivari...
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Roberto Codazzi
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