Le danzatrici di “Funa” protagoniste a "closeUP": «Uno spettacolo poetico e leggero, con una vena ironica ma anche malinconica»
“Funa” in dialetto napoletano significa “corda”. Un nome inequivocabile per la compagnia di danza contemporanea fondata nel 2018 da Marianna Moccia e Valeria Nappi. Una corda su cui le due danzatrici hanno passato buona parte del loro tempo. Sospese, a comunicare.
La loro storia è un vero e proprio viaggio, in singolo e poi insieme, che è partito da Napoli e che farà tappa, con lo spettacolo “Room22”, a Crema, in piazza Duomo, oggi, venerdì 11 settembre, in occasione del festival “closeUP”.
«Io e Valeria ci siamo conosciute da giovani, a Roma – racconta Marianna –. Ci siamo divise e poi ritrovate, abbiamo iniziato a collaborare spesso e abbiamo dato vita al progetto “Funa”. E ci siamo un po’ “contagiate” a vicenda».
Se dovessimo dare una data in cui è nata la vostra passione per la danza, quale sarebbe?
V : «Quando avevo due anni e mezzo vedevo mia sorella fare danza e volevo salire sul palco. Così, a tre anni ho iniziato. Quindi è una passione che mi caratterizza sin da bambina».
M : «Nel mio caso è tutta colpa di Michael Jackson (ride, ndr). Da bambina ero sua grande fan e mia mamma ha assecondato questo mio volere, questa mia passione. Ho iniziato praticamente a quattro anni».
E la compagnia come è nata?
M : «Abbiamo fondato la compagnia “Funa” nel 2018. Poco dopo c’è stato il Covid, quindi abbiamo iniziato a spingerla veramente nel 2021. In quell’anno sono nate le prime produzioni degli spettacoli. All’inizio...
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