

Cultura & Spettacoli
Resti di un mondo fragile in un bianco che avvolge tutto
Una delle opere di Paola Moglia, esposta alla mostra "La poesia del bianco"
Paola Moglia espone a Crema. Intrecci tra materia e spiritualità
Prosegue fino al 28 di febbraio, presso il Ristorante Laboratorio VeroAmore, in piazza Trento e Trieste 13, a Crema, la mostra personale di Paola Moglia dal titolo “La Poesia del Bianco”. L’artaista cremonese espone una ventina di opere, realizzate in acrilico, tecnica mista con materiali della natura. «Nelle mie opere bianche - spiega -, esiste principalmente la materia, che diventa così elemento essenziale. È un esempio di spiritualità, opere ricche di leggeri corpi materici ,foglie, rametti, increspature vegetali , intrecci di filamenti che si avviluppano in nodi eleganti. In queste opere, emerge un‘indagine interiore che tende ad allontanarsi dalla realtà. Ogni cosa si smaterializza diventando un trampolino verso l’infinità».
![Paola Moglia [foto Ana Vera Teixeira]](https://mondopadano-naxos-space-250gb.fra1.cdn.digitaloceanspaces.com/mondopadano/stories/2026/01/23/internals/d8d6cb8e-6349-4d9a-a5f9-27affc57d55a.jpg)
«In questa serie, Paola Moglia porta all’estremo la sua ricerca materica, scegliendo il bianco come territorio di silenzio, sospensione e rivelazione - ha evidenziato la critica d’arte, Donata Ardigò -.. Il bianco non è assenza: è lo spazio in cui la materia può parlare senza essere distratta dal colore, dove ogni piega, ogni rugosità, ogni frammento ritrova una sua voce. Nei bianchi la superficie si fa paesaggio interiore...
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Ana Vera Teixeira