Verso il 2 giugno. Coerenza straordinaria e intransigenza spigolosa, fu il braccio destro di Mazzini
Maurizio Quadrio nasce a Chiavenna, Sondrio, Lombardia napoleonica, in una famiglia di piccoli possidenti. Studia in vari collegi, si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza a Pavia dove ritrova le idee di libertà e di patriottismo già respirate in famiglia.
VITA AVVENTUROSA
Nel marzo 1821 Quadrio partecipa ai moti liberali in Piemonte che falliscono; passa da Genova dove è uno dei proscritti che colpiscono l’animo giovanile di Mazzini. Sfugge all’arresto e partecipa alla rivoluzione spagnola. Presto si ammala e, non potendo combattere, passa in Francia e poi in Svizzera. Potrebbe godere una vita agiata sotto l’ “Austria felix”, ma sceglie una vita randagia e pericolosa per la voglia di libertà; sfida le condanne in contumacia, torna dai suoi, e, con un nuovo passaporto falso, fugge di nuovo.

Ricompare in Russia, ospite di famiglie aristocratiche nelle quali diventa precettore dei figli; viene assunto come insegnante in un prestigioso liceo.
Nel 1830 partecipa alla lotta per la libertà polacca contro lo Zar. Catturato e liberato; affronta nuove peripezie nei paesi slavi e arriva a Odessa. Il continuo peregrinare gli permette di imparare le lingue slave che si aggiungono al francese, al tedesco, allo spagnolo e al russo, facendone un vero poliglotta. Ma, nel 1834, la nostalgia lo spinge a tornare a casa. Qui, nonostante la perdurante condanna a morte del 1821, decide di costituirsi: confida nel tempo trascorso e nella remissione di pena. I giudici applicano la massima severità teorica temperata da una benevola indulgenza: viene confermata la condanna a morte, ma commutata in sei mesi di carcere...
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Anselmo Gusperti

