

Cultura & Spettacoli
“Back home a Cremona”. Autentici gioielli della collezione Sasakawa Music Foundation di Tokio
“Prova del nove” al MdV: sul palco otto Stravidari e un Guarneri
Un momento del “Gala Stradivari 2026” nell’Auditorium del MdV
L’augurio è che la città abbia colto l’enorme portata di uno storico evento
C’è una bellissima ed eloquente pagina del Viaggio in Italia in cui Wolfgang Goethe sostiene che gli italiani abbiano perso “l’emozione originaria” - così la definisce – in quanto talmente immersi da secoli nella bellezza da averci fatto l’abitudine, il callo. Teorizza tutto ciò attraversando il lago di Garda e approdando a Malcesine, dove nota che gli abitanti del paese appaiono quasi indifferenti di fronte alla Rocca Scaligera, il cui fascino per contro lo sovrasta totalmente.
Questo pericolo lo corriamo anche noi a Cremona in tema di liuteria, essendo attorniati dai violini da cinque secoli e passa. E se per un po’ di tempo quelli più belli avevano preso altre strade, fortunatamente negli ultimi decenni diversi di questi capolavori – mi riferisco a quelli di liuteria storica dei vari Amati, Guarneri, Stradivari – sono tornati nella città dove hanno visto la luce. In particolare, dal 2013 hanno trovato una casa ideale al Museo del Violino, specie nella sala più preziosa, denominata non a caso “scrigno dei tesori”, i visitatori hanno la possibilità di ammirarli. Sono soprattutto gli stranieri a restare a bocca aperta di fronte a tanta storia e a tanta bellezza, forse per il principio teorizzato dal grande letterato di cui sopra. Va detto che...
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Roberto Codazzi