

Cultura & Spettacoli
Portali, la storia scolpita su marmo
Portale Stanga, situato nella Sala Consiliare del Comune di Cremona
Il più famoso è l’enorme e sontuosa struttura in sala consiliare, dedicata alla famiglia Stanga. Si tratta, in realtà, di una copia: l’originale si trova al Louvre
Se camminando per la città è usuale soffermarsi ad ammirare i grandi portali di accesso ai palazzi più antichi e nobili, appare, invece, piuttosto strano trovarne altri negli spazi interni, oltretutto ad un livello rialzato, fra l’accesso di un salone e l’altro. I tre portali in esame, sono, infatti, quelli collocati all’interno del Palazzo del Comune, nel piano nobile, in punti ora di passaggio fra una sala e l’altra di quello che è sia un percorso turistico, sia un camminamento quotidiano per chi lavora negli uffici della pubblica amministrazione. Le tre grandi strutture sono un tassello importante della letteratura artistica scultorea del Quattrocento cremonese, ma anche importanti oggetti di studio per collocare l’arte locale all’interno di un processo decorativo a più ampio raggio. Cremona dagli anni Quaranta del XV secolo, infatti, non solo diventa una preziosa risorsa politica ed economica per il territorio ducale di Milano, ma una gemma pregiata anche in merito ad architettura, scultura e pittura che rivestono la città di un rinnovato e moderno splendore. Sicuramente il contributo al nuovo aspetto decorativo della città è da imputare anche a numerosi artisti milanesi che operano nel territorio padano, ma sono comunque significativi anche gli interventi di artisti locali, non sempre facilmente identificabili, che contribuiscono a rendere la città di Cremona la “perla del ducato sforzesco”. La narrazione, dunque, dei portali di Palazzo del Comune si inserisce in questo contesto di rinascita e di consapevolezza delle doti che Cremona porta a Milano grazie anche a una serie di iniziative personali da parte delle famiglie nobili del territorio. Nonostante i tre elementi marmorei ben si inseriscano nel contesto laterizio del Palazzo, è necessario ricordare che non nascono per essere collocati in quegli ambienti. Tutti e tre conservano storie differenti, collocazioni originarie di altro tipo, addirittura per la porta interna alla sala consigliare è necessario spostarsi al di fuori del palazzo e percorrere le strade del centro per raggiungere la sua prima dimora. Denominatore comune di tutte e tre, invece, è la scelta di inserirle nel contesto del piano nobile per poter mettere in evidenza il valore e l’eleganza creando un effetto sorpresa per lo spettatore e allo stesso tempo conservando e raccontando elementi di storia antica della città.
I PORTALI DI SALA ALABARDIERI E SALA DEI DECURIONI
Per i portali della Sala Alabardieri e della Sala dei Decurioni è necessario risalire a fonti antiche ricordando le parole di Giovan Battista Zaist. Lo scrittore-artista segnala la presenza di due portali nel palazzo del Comune per i quali propone il nome di Francesco Dattaro come autore del loro attuale collocamento. Lo Zaist segnala i due portali differenti, uno definito come “tutto scolpito” e l’altro “fatto di quadratura”. Nel racconto, però, lo scrittore precisa che la foggia iniziale di quelle strutture non fu opera del Dattaro, ma di autori più antichi che fa risalire al XV secolo...
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Elena Poli