

Cultura & Spettacoli
Teatro Ponchielli, stagione d’opera 26/27. Dal 2 ottobre. Prezzi differenziati
«Poche arti come la Lirica danno spazio ai nuovi volti»
Il Sovrintendente: è nota la capacità di Cremona di fare “talent scouting”
Dal tardoromanticismo di Puccini al teatro musicale novecentesco di Britten, passando per Verdi, Rossini e il verismo della Giovane Scuola di Mascagni e Leoncavallo, il cartellone della Stagione Opera 26/27 del Teatro Ponchielli che prenderà il via il prossimo 2 ottobre, disegna un percorso che mette in relazione memoria e contemporaneità, repertorio e nuove letture sceniche.
Come ogni anno, inoltre, il cartellone operistico sarà accompagnato dal ciclo L’Opera si rivela, gli incontri domenicali che precedono ciascun titolo (ad ingresso libero) a cura di esperti d’opera e musicologi. Appuntamenti che offriranno al pubblico l’occasione di approfondire la storia, la musica e i significati delle opere in cartellone. Noi ne abbiamo parlato con il Sovrintendente del teatro Ponchielli, Andrea Nocerino.
Sovrintendente Nocerino, quest’anno la stagione Lirica vivrà un’intensa anteprima con l’omaggio del baritono Luca Salsi ad Aldo Protti, grande interprete cremonese. Un’occasione unica per introdurci nel mondo della lirica… .
«Partire da Aldo Protti significa riaffermare una linea di continuità della grande scuola lirica italiana, di cui anche Cremona è stata protagonista: Luca Salsi ne eredita e rappresenta tutta la nobiltà di fraseggio e di emissione, portandola oggi sui palcoscenici di tutto il mondo. Sono davvero grato che il Maestro abbia raccolto questo invito. Ricordiamoci che Cremona è la città di Ponchielli e di Monteverdi, ma è anche profondamente legata alla tradizione verdiana: appartiene a un territorio di pianura che ci collega direttamente a Busseto, Piacenza e Parma».
Veniamo, dunque, alla Stagione vera e propria che inaugura a inizio ottobre, con “Turandot” di Puccini e si conclude a febbraio con “Death in Venice” di Britten, passando per Verdi, Rossini Mascagni, Leoncavallo.... Qual è, secondo lei, il filo conduttore che lega l’edizione 2026? E cosa la incuriosisce di più dei titoli in cartellone?
«Il filo rosso della lirica contemporanea è secondo me sempre l’indagine sull’illusione, che il ‘900 ha narrato come dissolvimento delle certezze dell’uomo moderno, e che oggi invece si apre alla necessità di sognare, di vedere le grandi...
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Carla Parmigiani