

Cultura & Spettacoli
«Pluralità di stili e linguaggi: la Danza è pura bellezza»
"Fit", che, insieme a "Folkà", inaugurerà la Stagione di danza al Ponchielli [foto Rahi Rezvani]
Ponchielli, stagione al via. Tra classico e contemporaneo. Ritorni attesi e debutti assoluti
La rassegna Danza 2026 del Teatro Ponchielli si presenta come un percorso compatto e coerente che attraversa linguaggi, generazioni e geografie della coreografia contemporanea e classica. Otto appuntamenti, distribuiti tra febbraio e aprile, disegnano un arco che mette in dialogo grandi compagnie internazionali e alcune delle realtà più significative della scena italiana, tenendo insieme rigore artistico, apertura al pubblico e profondità di visione. Il cartellone alterna ritorni attesi e debutti assoluti a Cremona. La danza classica viene riletta e attraversata da sguardi contemporanei, mentre la danza d’autore esplora nuove possibilità del corpo, del gesto e della relazione con lo spazio e la musica. Ne emerge un panorama sfaccettato, in cui convivono grandi narrazioni senza tempo e ricerche formali radicali, spettacoli fortemente emotivi e lavori costruiti su strutture concettuali rigorose. Accanto ai grandi titoli del repertorio rivisitati con sguardo critico, trovano spazio lavori che indagano i nuovi linguaggi coreografici, la ripetizione, l’astrazione, la dimensione rituale del gesto. La rassegna si configura così come un vero percorso di accompagnamento alla visione della danza d’autore, sostenuto anche da momenti di incontro e confronto con il pubblico, che rafforzano la dimensione culturale e formativa del progetto.
Per l’occasione abbiamo intervistato Paola Coelli, della Segreteria Artistica del Ponchielli.
Coelli, questa rassegna alterna grandi compagnie internazionali e realtà italiane molto diverse tra loro. Qual è il disegno complessivo che tiene insieme questa pluralità di linguaggi?
«La rassegna di danza del Ponchielli, da sempre, ospita nel suo cartellone proposte internazionali e italiane; dietro questa scelta c’è il desiderio di offrire al pubblico una pluralità di stili e linguaggi coreografici differenti con l’intento di “formarlo” al nuovo, al contemporaneo soprattutto, senza però dimenticare l’importanza del classico»...
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Paola Silvia Dolci
