Cultura & Spettacoli

Petrali, il “Principe degli organisti”

L'organo Serassi della chiesa di Castiglione d’Adda, proveniente dalla chiesa di Sant’Agostino a Crema, demolita ai tempi di Napoleone

Una monografia, a cura di Aldo Salvagno e Diego Ambrosioni, è stata realizzata dalla Società Storica Cremasca in collaborazione con l’Associazione “Bottesini”

Domenica 25 gennaio, alle ore 16, le Scuderie di Palazzo Terni, all’interno della Libreria Cremasca, ospiteranno la presentazione della quindicesima monografia della Società Storica Cremasca: Vincenzo Antonio Petrali. Il “Principe degli organisti”. Biografia, epistolario e catalogo delle composizioni. Si tratta di un volume imponente (circa 900 pagine, 60 euro) che rappresenta uno dei più ambiziosi progetti editoriali mai dedicati a un musicista cremasco dell’Ottocento.
Il libro è frutto della collaborazione tra Aldo Salvagno, direttore d’orchestra e musicologo, e Diego Ambrosioni, organista, ed è stato realizzato dalla Società Storica Cremasca in collaborazione con l’Associazione musicale “Giovanni Bottesini”. Un sodalizio, quello tra le due istituzioni, attivo dal 2016 e finalizzato allo studio e alla valorizzazione dei principali musicisti nati a Crema o legati alla città. Da questa collaborazione sono già nati tre volumi, tutti firmati da Salvagno e pubblicati da Libreria Musicale Italiana (LIM): le monografie dedicate a Stefano Pavesi (2016), a Giuseppe Gazzaniga (2021) e a Giovanni Bottesini (2021).
La copertina del libro
La copertina del libro
LA STRUTTURA
Il nuovo lavoro su Vincenzo Petrali (Crema 1830 – Bergamo 1889), anch’esso pubblicato dalla LIM, rappresenta tuttavia un salto ulteriore per ampiezza e ambizione. Come indica il sottotitolo, il volume non si limita a ricostruire la biografia del musicista, ma affianca a essa l’edizione pressoché integrale del suo epistolario noto (in tutto 433 lettere) e un catalogo completo delle composizioni, che spaziano dall’opera lirica alla musica sacra, dalla musica profana a quella per organo, dalla musica da camera a quella orchestrale e bandistica.
La ricostruzione della vita dell’organista cremasco, cui il critico Filippo Filippi attribuì, a metà Ottocento, il celebre soprannome di “principe degli organisti”, si fonda su un uso estremamente esteso e rigoroso della documentazione d’archivio. Le lettere inviate o ricevute dal musicista nel corso dei circa sessant’anni della sua vita, conservate in diversi fondi, tra cui l’archivio privato della famiglia Mazza de’ Piccioli (eredi di Petrali), sono pubblicate integralmente nel volume e costituiscono l’ossatura stessa della narrazione...
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Nicolò Dino Premi
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