

Cultura & Spettacoli
Perché oggi la musica all’aperto rischia di diventare “pericolosa”
Vasco Rossi, ha spostato il suo giubileo artistico nel più “sicuro” stadio Olimpico
Complice il cambiamento climatico, eppure nessuno sembra rendersene conto
Anche se quasi nessuno si pone il problema, il cambiamento climatico sta sicuramente incidendo sugli eventi musicali all’aperto. Il fatto è che – senza voler fare le cassandre – sarebbe opportuno che qualcuno se ne occupasse, soprattutto per ciò che riguarda il tema della sicurezza, prima che ci scappi l’evento tragico e poi si inneschi la solita litania di strumentalizzazioni, magari a partire dalla politica. Da alcuni anni a questa parte i grandi concerti estivi sono diventati il maggiore business nel settore dell’organizzazione di spettacoli, specie dopo la crisi del mercato discografico. Come in tutti i rami, anche in questo campo esistono imprenditori che perseguono legittimamente il loro tornaconto ma lo fanno con senso di responsabilità, mentre altri non sono esattamente dei samaritani, per usare un eufemismo. Infatti all’inizio degli anni Duemila, quando in Italia il fenomeno è scoppiato, per un po’ di tempo si è assistito a un certo lassismo e a una certa deregulation in materia, finché nel 2012 il cedimento di una impalcatura a Reggio Calabria durante il montaggio del palco per un concerto di Laura Pausini ha provocato la morte di un operaio di 31 anni, Matteo Armellini...
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Roberto Codazzi