Intervista all’illustratrice Tiziana Romanin
Torna a “Scripta” per il secondo anno l’artista Tiziana Romanin. «Ho un bel ricordo di Scripta - esordisce - Di condivisione tra bibliofili, artisti, e tutti quelli che lavorano in mestieri legati alla grafica d’arte tradizionale e la tipografia. In un contesto di una bellezza eccezionale». Nata nella provincia veneziana, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Romanin ha lavorato per diversi anni come assistente ai costumi e alle scene per diversi teatri italiani e contemporaneamente ha iniziato a occuparsi sia di illustrazione, lavorando per l’editoria e la comunicazione, che a praticare incisione calcografica e grafica d’arte, realizzando i primi libri d’artista. Dopo aver vissuto per alcuni anni a Parigi, dal 1998 vive a Milano.
Romanin, dai teatri all’illustrazione. Come è nata questa passione e come gli studi hanno influenzato il suo lavoro di illustratrice?
«Teatro e illustrazione sono nella mia esperienza due modi di raccontare visivamente, molto diversi ma che poi rispondono alla stessa inclinazione o, forse, vocazione. Ho una visione molto illustrativa delle rappresentazioni teatrali e un approccio molto teatrale dell’illustrazione. Il discorso è, ovviamente, più complesso. Per semplificare, non li considero due mondi così distanti. Emanuele Luzzati ne è l’esempio concreto».
Oggi, cosa ispira la sua opera? E, cosa intende comunicare?
«Sono attratta dalle connessioni, non solo grafiche o tematiche ma anche più squisitamente sensibili. Amo la letteratura, la poesia, la storia, la botanica, il mondo naturale in generale. Prediligo le tecniche artistiche tradizionali, per...
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Carla Parmigiani

