

Cultura & Spettacoli
Paolo Gandelli: un viaggio interiore
Paolo Gandelli con il suo ultimo libro “Dove finiscono le mappe”
Quattromila chilometri in un libro: in Marocco tra la gente e i villaggi dimenticati dalle mappe
“Dove finiscono le mappe. Tutto ciò che resta del viaggio” è il titolo del nuovo libro di Paolo Gandelli, autoprodotto e disponibile nelle librerie e online.
C’è un momento, in viaggio, in cui smetti di guardare e cominci a sentire. Quattromila chilometri nella terra del sole calante, un mese tra le montagne dell’Atlante e le dune del Sahara, tra le città imperiali e i villaggi berberi dimenticati dalle mappe. Un viaggio che nasce come avventura e diventa incontro: con la povertà e la dignità, con la generosità di chi ha poco, con gli occhi di chi ci vede passare e sogna un altrove. Paolo Gandelli accompagna il lettore in un Marocco fatto di contrasti straordinari: la magia dei souk e il tanfo delle concerie, il deserto sotto la Via Lattea e i bambini che chiedono l’elemosina agli incroci, la bellezza abbagliante dei luoghi e la durezza silenziosa della vita quotidiana. Un libro che va dove le mappe non arrivano: dentro le persone. E continua a viaggiare con il lettore anche dopo l’ultima pagina.
Paolo, qual è stata la scintilla o la motivazione profonda che l’ha spinta a intraprendere questo viaggio di quattromila chilometri in Marocco?
«La scintilla nasce sempre dal bisogno di spingermi oltre i confini del già noto e dalla forte curiosità di conoscere culture diverse. Il Marocco, con la sua luce e i suoi vuoti, mi chiamava da tempo. L’ho ammirato dalla sponda spagnola nel 2020, quando non era consentito raggiungerlo per turismo, e l’ho sorvolato due anni dopo per atterrare alle Canarie. Era nel mio destino. Dopo averlo sognato da lontano...
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Ana Vera Teixeira