Il “padre” dei Campi è il meno documentato ma svolse un ruolo chiave in un’epoca di passaggio
“Galeazzo Campo mio padre Pittore de suoi tempi assai ragionevole, passò a miglior vita quest’anno (1536)”. Antonio Campi così elogia il padre nella sua Cremona Fedelissima dandone sia un valido giudizio artistico ma anche segnalando ai posteri una corretta e precisa data che permette di aggiungere qualche piccolo dettaglio ad una biografia non particolarmente ricca di informazioni. Se per la data di morte di Galeazzo Campi si hanno indicazioni chiare, per la sua nascita è necessario ricostruire le prime commissioni e formulare ipotesi: la critica oggi è concorde nell’indicare gli anni Settanta come decennio di nascita del padre Campi. Indipendentemente dalla capacità di dettare con assoluta precisione la cronologia di Galeazzo Campi, è necessario assegnare a questo artista un ruolo importante in una fase delicata di evoluzione della pittura locale in rapporto con le più note e famose maestranze del nord e centro Italia. Di tutti i pittori della famiglia Campi, Galeazzo è il meno documentato, anche per quanto riguarda le sue opere si hanno pochissime testimonianze nel territorio cremonese. Per differenti intrecci storici, oggi le opere di Galeazzo sono conservate in numerosi musei italiani e esteri: Bergamo, Venezia, Milano, ma anche Vienna, Inghilterra. Rimanendo nel contesto cremonese, però, seppur con poche testimonianze è possibile comunque tracciare un profilo chiaro del suo ruolo all’interno di una Cremona che nel passaggio fra il XV e il XVI secolo vive un importante cambiamento sia nell’ambito politico sia in quello culturale-pittorico.
UNO SGUARDO NUOVO
Fra gli anni Settanta e Novanta del Quattrocento l’arte a Cremona è segnata da una forte spinta rinascimentale che proviene dal centro Italia con la figura di Piero della Francesca e dal nord attraverso l’operato del Mantegna. Ciò che ora torna al centro dell’attenzione culturale l’uomo che non è più solo un passivo fruitore di ciò che il mondo della Chiesa insegna, ma è partecipe, si fa coinvolgere e si interroga rispetto ai temi della fede, della filosofia e della scienza. Questi aspetti si riflettono anche nella pittura che ora affianca alle figure sacre di Maria, Gesù e Santi anche uomini e spazi che rappresentano il tempo presente. Accanto a questo nuovo sguardo verso l’uomo e il suo nuovo ruolo di protagonista al centro dello sviluppo del cosmo, si affiancano anche nuove tecniche pittoriche e suggestioni di forma e colore che influenzano anche il panorama cremonese. Di particolare rilievo, anche nella formazione artistica di Galeazzo Campi, è l’arrivo a Cremona della pala Roncadelli firmata da Pietro Vannucci...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 2 LUGLIO OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Elena Poli

