Cultura & Spettacoli

Facsimile, per una Pasqua in miniatura

Il “Codex Purpureus Rossanensis”

Moderna editoria: gli esempi offerti dalla Biblioteca Statale di Cremona in questo settore sono in grado di soddisfare la curiosità di un pubblico svariato

Le riflessioni che propongo nascono dalla mia diretta esperienza in un settore molto specifico, quello della riproduzione in facsimile di manoscritti e incunaboli preziosi del patrimonio culturale italiano. Le edizioni in facsimile, aspetto rilevante della moderna editoria, hanno raggiunto negli ultimi tempi una notevole diffusione, anche se la loro conoscenza non appare a tutt’oggi molto ampia: per quanto, invece, dovrebbe avvenire il contrario, considerate le molteplici funzioni che questi testi sono in grado di assolvere, e consideratone anche il valore culturale, poiché per molti secoli il libro ha rappresentato un oggetto unico che poteva essere copiabile ma non ripetibile, un bene assolutamente prezioso e costoso, accessibile a pochi. Il facsimile di un manoscritto o di un libro raro è, in sostanza, un’edizione in tutto e per tutto identica all’originale; anzi, tanto perfetta che in alcuni casi l’originale e la sua copia sono, a un primo e immediato esame visivo, difficilmente distinguibili. Tanto è vero che il termine deriva dal latino fac (imperativo presente del verbo facere) e ‘simile’, che letteralmente significa “fai la stessa cosa”. In altri termini, si può dire che il facsimile sia la riproduzione di un esemplare librario in tutte le sue caratteristiche e nel suo stato di conservazione, compresa la riproduzione di muffe, macchie, alterazioni cromatiche della pergamena e della carta, nonché nelle illustrazioni a colori, nelle note di possesso e di provenienza, nel formato originale del testo, nelle rifilature subite, a volte anche nella legatura. Questi risultati, a dire il vero di assoluta perfezione, sono ottenuti con procedimenti tecnici di vario genere, tanto che sono oggi ormai numerose le case editrici che si sono specializzate in questo settore, giungendo a risultati suscettibili a questo punto di ben pochi miglioramenti: basti pensare alle riproduzioni delle tonalità metalliche delle miniature, cioè dell’oro e dell’argento, la cui realizzazione, come si può ben comprendere tutt’altro che semplice, ha raggiunto risultati di grande effetto. Chiamarle semplici riproduzioni è davvero riduttivo: non sono repliche, poiché condividono con gli originali il fascino e l’aura del libro prezioso, di cui sono in grado di trasmettere la straordinaria bellezza e originalità...
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Benedizione del cero pasquale
Benedizione del cero pasquale
Emanuela Zanesi
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