Cultura & Spettacoli

Omaggio a Takashi Ishii il liutaio dell'imperatore

Domenica al Museo del Violino un concerto speciale dedicato al liuitaio che ha aperto le porte dell'Oriente alla tradizione cremonese

La famiglia reale del Giappone, di norma, non gradisce regali “borghesi”. L’arte, però - si sa - riempie l’aria e, in qualche caso, rende prossimo anche l’irraggiungibile. Così è capitato che il principe ereditario, in visita a Cremona, faccia la conoscenza di un liutaio, uno dei primissimi a seguire la rotta di Stradivari. E’ Takashi Ishii, nato nella prefettura di Hyogo: a Tokyo ha conosciuto e imparato l’arte di costruire violini, ma non si è accontentato di continuare a vedere questa sua grande passione come - all’epoca - la vedevano i suoi compatrioti, quasi una sorta di falegnameria fine, così nel 1969 arriva a Cremona per studiare da vicino gli eredi di Stradivari e coglierne i segreti. «E’ stato lui a gettare i primi ponti tra Cremona e il Giappone - racconta il figlio Andrea, nato all’ombra del Torrazzo, ora residente in Australia - e a portare la liuteria artistica nel suo paese d’origine parlandone sulle tv e sui media nazionali».
Nel 1998, otto anni dopo l’incontro (nel 1993 Ishii guiderà anche la coppia imperiale nella loro visita a Milano) il principe del Sol Levante riceve una viola made in Cremona, regalo di un liutaio tanto gradito che pare che nel 2005 anche un suo violino (in realtà realizzato per il figlio) è entrato a palazzo per finire tra le venerate mani della principessa Aiko.
Non è dato sapere in quali forme gli imperatori manifestino la propria gratitudine, Cremona però, ricorda il grande liutaio con un omaggi musicale che il 17 settembre, a due anni esatti dalla scomparsa di Ishii, sarà ospitato dall’Auditorium “Arvedi” del Museo del Violino. L’iniziativa nasce da un’idea della famiglia abbracciata dal Museo del Violino.
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F.G.
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