Cultura & Spettacoli

Oltre il podio, i veri vincitori

Sal Da Vinci, vincitore dell'ultima edizione di Sanremo [foto LaPresse]

Radio, streaming e piattaforme decreteranno i “tormentoni”: tradizione e contemporaneità

Un grande Festival di Sanremo anche quello di quest’anno, che ha visto abbassarsi il sipario quasi una settimana or sono anche se la sua eco continua a vibrare ad oggi ben oltre il perimetro del Teatro Ariston. Mentre le classifiche ancora si assestano e le radio consolidano le proprie rotazioni, il bilancio si rivela quello di un’edizione capace di coniugare solennità istituzionali e contemporaneità, con non poco spettacolo popolare e riflessione civile.
La serata conclusiva del Festival di Sanremo ha infatti restituito al grande pubblico l’immagine di una kermesse assolutamente salda nella propria tradizione, ma consapevole al contempo delle innumerevoli trasformazioni del linguaggio musicale e mediatico. L’ultimo atto della competizione ha ricondotto al centro le canzoni, liberandole dall’effetto cornice delle prime serate e consegnandole alla loro dimensione più autentica: quella dell’ascolto definitivo e della scelta.
Trenta gli artisti e le traiettorie sonore, dalle ballate di impianto classico al pop radiofonico di immediata presa, sino alle scritture più oblique e alle incursioni urban – che hanno disegnato una mappa fedele dello stato dell’arte della musica italiana contemporanea. E poi una finale che non si è rivelata soltanto mera successione di esibizioni ma vera sintesi narrativa, con generazioni diverse e poetiche lontane riunitesi in un unico rito collettivo.
Anche il sistema di votazione – dall’intreccio calibrato tra giurie tecniche e consenso popolare – ha scandito un’attesa crescente fino alla proclamazione, con la colorata vittoria di Sal Da Vinci con Per sempre sì capace di suggellare un percorso coerente fondato su un’interpretazione intensa e su una scrittura sentimentale che guarda alla grande tradizione melodica senza indulgere nella nostalgia...
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Claudia Cabrini
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