

Cultura & Spettacoli
Olmo Il principe e l’icona rubata al Papa. Storie di pentimento e di perdono
La copertina del libro
Il libro di Zofia Kossak, curato da Marina Maria Grazia Olmo
Siamo nel 1630. Il principe Mikolaj Sapieha, senatore della Repubblica di Polonia, è indebolito da una misteriosa malattia, gravemente invalidante. Giunto a Roma, prega dinanzi ad un’icona gregoriana della Madonna nella cappella privata di papa Urbano VIII. Inspiegabilmente guarisce. Decide allora, con la complicità di un sacrista, di sottrarre quell’immagine miracolosa e di portarla con sé a Kodeń: qui essa continua ad operare grazie.
Ben presto si scopre l’accaduto: Sapieha viene scomunicato ed il sacrestano infedele punito. Tornato penitente a Roma, il principe ottiene però il perdono del Papa, che, alla fine, decide di donare per sempre l’icona al Comune di Kodeń.

Oggi, 396 anni dopo, il santuario, ove troneggia quell’immagine della Madonna, è il secondo più visitato in tutta la Polonia. A questa vicenda la scrittrice polacca Zofia Kossak Szczucka (1889-1968) ha dedicato un libro dal titolo «La colpa benedetta», recentemente pubblicato dalle Edizioni Ares. Il volume è stato tradotto e curato dalla dottoressa Marina Maria Grazia Olmo, che abbiamo intervistato.
Cosa ci insegna l’episodio raccontato in questo libro?
«Innanzi tutto ci insegna che i miracoli accadono. Tutti i giorni il fatto che ci svegliamo al mattino, che ci siamo, che il sole continui a splendere, sono tutti miracoli dei quali non ci rendiamo conto, perché li diamo per scontati. Poi ci sono i miracoli come le guarigioni inspiegabili, per le quali cerchiamo giustificazioni...
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Mauro Faverzani