Al filosofo cremonese Mauro Ceruti il prestigioso premio (condiviso con Morin) assegnato a Ventotene
È un cremonese, il professor Mauro Ceruti, filosofo di fama internazionale e teorico del pensiero complesso, ad aver ricevuto lo scorso 25 marzo presso l’aula magna del liceo “Mamiani” di Roma il premio “La Chiave d’Europa 2026”, promosso dall’associazione «La Nuova Europa» e dal Comune di Ventotene. La sede per la cerimonia non è stata scelta a caso: il liceo “Mamiani”, infatti, fu frequentato da Altiero Spinelli, di cui ricorre il quarantesimo dalla morte e autore nel 1943 del Manifesto di Ventotene per un’Europa libera e unita con Ernesto Rossi e Eugenio Colorni, allora confinati in quell’isola dal regime fascista.
Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato al professor Ceruti assieme ad un altro grande nome della filosofia contemporanea, il professor Edgar Morin, per l’occasione in collegamento da Parigi, in quanto autori entrambi del libro dal titolo La Nostra Europa, pubblicato da Raffaello Cortina editore. Chiarissima la motivazione del premio, attribuito per «la loro profonda analisi intellettuale, capace di combinare pensiero libero e ottimismo sulle sorti del Continente» e di contribuire così «ad animare un dibattito oggi cruciale sui valori e la storia dell’Unione nel contesto di sfide globali, per guardare al futuro in un’ottica di integrazione».
Abbiamo contattato per l’occasione il nostro concittadino, Mauro Ceruti, professore emerito di Filosofia della Scienza e direttore del Centro di Ricerca sui Sistemi Complessi presso l’Università Iulm di Milano: in questi giorni arriverà in tutte le librerie peraltro il suo nuovo libro, Per una civiltà della Terra. La sfida di un nuovo umanesimo nel tempo della complessità pubblicato da Aboca Editore.

Professore, come è nato il libro “La Nostra Europa”?
«Abbiamo scritto questo libro interrogandoci su cosa possiamo fare, su cosa possiamo sperare per dare un futuro all’Europa, cercando di mostrare come la speranza si annidi paradossalmente nella disperazione. “Là dove cresce il pericolo cresce anche ciò che salva”, scriveva Friedrich Hölderlin...
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Mauro Faverzani

