

Cultura & Spettacoli
Nuova vita all'antico "forno grande"
Ex Area Frazzi; riqualificata e di nuovo accessibile
Cremona "Città del cotto": una storia che parte da lontano
Che la città di Cremona sia una fra le più significative nella produzione e all’uso del cotto è noto e particolarmente evidente. È sufficiente un primo sguardo rivolto verso la piazza del Comune o ad una delle strade del centro storico per notare che è il mattone a padroneggiare lo scenario urbano. Se poi si pensa alla città antica, quella ormai non più visibile ma ben ancorata nella memoria storica, attorno alla città si deve immaginare una spessa cerchia muraria in laterizio e al suo interno un gran numero di edifici sacri, oltre che palazzi nobili, che nel tempo vengono ricoperti di pietre o intonaci.
Fin dalle origini della città il cotto è uno degli elementi portanti della storia, della cultura e anche dell’economia della città. È portante anche nello sviluppo industriale, in un’epoca in cui si affrontano numerosi tentativi per conciliare tradizione e tecnologia per accompagnare la città e l’economia nell’era moderna. È in questo contesto che, nella seconda metà dell’Ottocento il territorio cremonese rileva la presenza sempre più numerosa di fabbriche per la produzione del laterizio: a fine secolo, infatti, si contano 42 fornaci nel territorio provinciale, composto da 28 comuni. Fra le più importanti in città sono citate nei documenti la fornace della Società Ceramica Ferrari, la fornace Società Luccini e la Fornace Frazzi. È proprio l’industria Frazzi che fra tutte eccelle nel territorio per superficie occupata nel territorio, numero di operai assunti e quantità di materiale prodotto...
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Elena Poli
