

Cultura & Spettacoli
Nell’oscuro regno di Turandot solo il gesto d’amore di Liù riesce a illuminare la scena
Una scena di “Turandot” [foto Ilaria Sormani]
Via alla stagione d’opera del “Ponchielli”
E’ un’alba accecante a chiudere Turandot di Puccini l’opera che, nel centenario della sua prima rappresentazione, ha aperto la Stagione Lirica del Teatro Ponchielli, al gran completo nella replica di domenica pomeriggio.
Alba che arriva a sorpresa e la sua luce abbaglia i presenti: il gesto di Liù – disposta a sacrificare la propria vita in nome della lealtà, della sincerità e della purezza di un sentimento - illumina il palcoscenico mentre scende il sipario sugli ultimi accordi scritti da Puccini, prima di morire. E l’opera finisce così, lasciando spazio a una serie di riflessioni cui sembra alludere la regia del giovane e bravo Nadir Dal Grande: è possibile che un tale avvenimento non incida sulle scelte future di Turandot e Calaf? Davvero quanto succede intorno non lascia traccia in noi? E cosa invece ci risveglia dal torpore facendoci ripensare al suo senso più profondo delle cose? Come singoli e come comunità. Quel popolo ondivago di Pechino che per tutta la messainscena il regista fa vagare...
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Carla Parmigiani