

Cultura & Spettacoli
«Nelle mie opere, silenziose, i ricordi d’infanzia»
Edoardo Manzoni, "Paradiso minore" [foto Mattia Mognetti]
Edoardo Manzoni, cresciuto nella campagna cremasca, vive a Milano. Tra estetica “naturale” e design
Cresciuto nella campagna cremasca, ma milanese d’adozione, l’artista Edoardo Manzoni (classe 1993) si è distinto nell’ultimo anno per la partecipazione a mostre, rassegne, eventi - tra le quali la scorsa Cremona Art Week - fino ad essere stato selezionato come artista del mese all’interno della newsletter di gennaio 2026 dall’associazione bergamasca The Blank, tra le realtà più influenti e sperimentali in Italia nel campo dell’arte contemporanea.
Per le sue opere Manzoni si ispira al mondo rurale, lavorando sul “rapporto tra naturale e artificiale, umano e animale, creando forme ibride e stilizzate che evocano una natura umanizzata” figlie di quella terra di confine dalla quale proviene. Una realtà caotica, anche se apparentemente sorniona, ma indubbiamente stimolante e sintetizzata ermeticamente in assemblaggi tridimensionali di plexiglass, legno, alluminio. Opere che l’artista realizza confrontandosi con artigiani e con altri artisti, trovando nel lato collaborativo un aspetto importante di crescita e maturazione. Ne è un esempio il suo studio milanese, luogo di incontri e di sperimentazione anche in ambito curatoriale. Territorio, quest’ultimo, non del tutto estraneo ad Edoardo Manzoni che qualche anno fa promosse e curò il progetto di residenza artistica “La Fornace” in un luogo top secret della “sua” campagna cremasca. La nostra intervista parte proprio da qui, dal rapporto con la terra d’origine.

Vorrei raccontare il tuo percorso artistico dall’inizio: dove nasci, cresci e i tuoi studi.
«Sono nato a Crema e ho vissuto in campagna. Dopo il liceo artistico mi sono spostato a Milano per frequentare l’accademia Naba, dove ho potuto studiare con docenti del calibro di Adrian Paci, Marcello Maloberti, Yuri Ancarani, Andrea Sala, Massimo Bartolini»...
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Gaia Badioni