Per la rubrica ".... Sophia". De Leonardis: più che “fuori area” si limiterà alla deterrenza verso la Russia
Historia magistra vitæ ovvero la Storia è maestra di vita, scrisse Cicerone nel De Oratore. E la riprova giunge anche dal libro NATO in the Post-Cold War Era: Continuity and Transformation, edito da Palgrave Macmillan nel 2022 e scritto dal prof. Massimo de Leonardis, docente f. r. di Storia delle Relazioni e delle Istituzioni Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Professore, quale futuro per la NATO?
«Il ruolo della NATO può restare confinato all’ambito geografico indicato nell’art. 6 del Patto Atlantico. Oppure la NATO potrebbe evolvere verso un ruolo “globale”. Ritengo improbabile che si verifichi la seconda eventualità, esplorata all’epoca del secondo mandato del Presidente George W. Bush, ma mai realizzata. Nessuno Stato europeo della NATO, ad eccezione del Regno Unito, tradizionale “alleato speciale” di Washington, è disposto ad impegnarsi militarmente contro la Cina, lo sfidante degli Stati Uniti per l’egemonia globale. Si può ipotizzare che Washington riduca il suo impegno in Europa per concentrarsi sulla Cina».
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Mauro Faverzani

