Presentate tutti gli appuntamenti: apre CremonaJazz, poi STRADIVARIfestival, memorialday e il Gospel
L'Auditorium fa poker: CremonaJazz, STRADIVARIfestival, Stradivari Memorialday e concerto Gospel per un anno di musica dal vivo (in presenza, seppur con numeri ridotti), dalla primavera al prossimo inverno (covid permettendo). Presentare l’intero palinsesto, in un momento certamente non facile, nasce da una scelta precisa: dare omogeneità alla programmazione, coordinandola e integrandola con le iniziative di tutte le istituzioni culturali della città, da quelle che producono spettacoli dal vivo ai diversi soggetti del sistema museale cremonese. «La si può definire una programmazione “integrata” quella che l’Auditorium Giovanni Arvedi propone per il 2021 - specifica Roberto Codazzi, il neo direttore artistico, che da quest’anno firma tutte le rassegne -: come se un filo rosso le legasse. Le manifestazioni - ha sottolineato - sono tra loro ben caratterizzate ma nel complesso si pongono l’obiettivo di rappresentare l’identità di Cremona “città della musica”, ma soprattutto “città del violino” e “città di Stradivari”, che è poi la missione identitaria con cui nasce il complesso museale di piazza Marconi».
E, se l’emergenza Covid qualcosa ci ha insegnato è quella di “programmare” ma senza troppi... “voli”; «ecco che il cartelloone 2021 privilegia artisti e gruppi italiani, sempre cercando di mantenere altissimo il livello artistico». L’ambizione più grande - sottolinea ancora il direttore artistico - «è che questa stagione possa essere percepita come un unico labortorio musicale in cui le varie rassegne esprimono un’identità, quello “spirito del luogo” che sta rendendo questo Auditorium sempre più riconoscibile e ammirato». Altra parola d’ordine è complementarietà. Un’unica piccola città (ma con importanti carte da giocare)...
E, se l’emergenza Covid qualcosa ci ha insegnato è quella di “programmare” ma senza troppi... “voli”; «ecco che il cartelloone 2021 privilegia artisti e gruppi italiani, sempre cercando di mantenere altissimo il livello artistico». L’ambizione più grande - sottolinea ancora il direttore artistico - «è che questa stagione possa essere percepita come un unico labortorio musicale in cui le varie rassegne esprimono un’identità, quello “spirito del luogo” che sta rendendo questo Auditorium sempre più riconoscibile e ammirato». Altra parola d’ordine è complementarietà. Un’unica piccola città (ma con importanti carte da giocare)...
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R.S.

