

Cultura & Spettacoli
Il degrado avanza. Un concerto per scuotere le anime. Ora, non ci resta che sperare nel lieto fine
Melodramma o commedia? Villa Verdi, tre ministri in prima fila
Una bella immagine di Villa Verdi; ora dopo anni di incuria necessita di un’opera di ristrutturazione
E il M° Muti li ha “bacchettati” con la stessa foga con cui dirige il “Dies Irae”
Un evento che ha conquistato l’attenzione di tutti i media italiani, e non solo, ma che da un certo punto di vista è sembrato surreale. Viene in mente quel detto popolare: “Parlare a nuora perché suocera intenda”, che significa rivolgersi a una persona per far capire qualcosa in via indiretta a un’altra. Il fatto è che qui c’erano sia la “nuora” sia la “suocera”, o meglio le “suocere”, e la trasmissione del messaggio è avvenuta in via diretta. Parliamo del concerto tenuto lo scorso 12 settembre a Villa Verdi da Riccardo Muti, per l’occasione in veste di pianista con un manipolo di cantanti di grido, per sensiblizzare l’Italia e il mondo, ma soprattutto le Istituzioni, circa la necessità di intervenire sulla residenza che Giuseppe Verdi si fece costruire nella campagna piacentina e nella quale visse e compose i massimi capolavori negli ultimi cinquant’anni di vita, un vero e proprio monumento nazionale del musicista che “Pianse e amò per tutti”, per dirla con D’Annunzio. Per fare una storia in piccole di questa residenza, alla sua morte, avvenuta nel 1901, non avendo eredi diretti, il compositore lasciò la Villa alla cugina Maria, la quale dopo essere andata in sposa al notaio Alberto Carrara di Busseto diede origine alla dinastia dei Carrara Verdi. Questi hanno abitato...
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Roberto Codazzi