Torna la rubrica "Il Gusto dei Libri". Protagonista, questa settimana, "Maledetti uomini" di Andrev Walden
E’ il periodo dell’anno che precede il Natale quando nella “curva abitata in mezzo al bosco” che è il piccolo villaggio svedese dove vive con la famiglia, Andrev scopre all’età di sette anni che l’uomo che lui chiama papà non è il suo vero padre. Dopo aver subito una severa punizione dall’uomo in seguito a una banale marachella, sua madre gli rivela che il “mago delle piante” - personaggio eclettico e sfuggente, naif e troppo saccente per essere pacificamente tollerabile - è il padre biologico soltanto dei suoi fratelli minori e che il suo, di genitore, è un indiano stabilitosi in Belgio dopo aver vissuto nel deserto americano. Una tale rivelazione rappresenta per Andrev una tappa miliare della sua infanzia che di lineare e prevedibile non ha molto, e il nostro protagonista non può immaginare che allo scarno identikit paterno fornitogli dalla madre nel corso degli anni si aggiungeranno soltanto sparuti dettagli, all’apparenza incongrui, che paiono fatti apposta per dare vita a un’immagine mitica e grottesca, certamente sfocata. Andrev vive una quotidianità scandita da frequenti traslochi, non di rado in alloggi temporanei o da amiche della madre che sembrano condividere con la donna una certa sfortuna in fatto di sentimenti e un marcato disincanto nei confronti dei maschi...
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