Giulio Solzi Gaboardi: omaggio a Thompson
Persino uno scrittore di culto come Cormac McCarthy (che attinse alla poesia “The poppy” per dare vita a uno dei suoi più apprezzati capolavori letterari, “Suttree”) non hai mai nascosto l’ammirazione per il suo stile inimitabile, così “corrosivo” e insieme così profondo. Una maniera di produrre Arte tanto sublime da avere spinto Giulio Solzi Gaboardi - a conclusione di un progetto pensato a quattro mani con Davide Brullo, proposto da “Magog” in un’essenziale cornice di raffinata eleganza - a dedicargli un’opera (Primo alfabeto stellare, recentemente presentata dentro il circuito delle librerie) mirata a esaltarne la grandezza, evidenziandone l’importanza a oltre un secolo di distanza dalla scomparsa (avvenuta nel 1907, si dice a causa della tubercolosi).
Bambino eterno, senzatetto e - soprattutto - poeta geniale: lei e Brullo celebrate Francis Thompson in un volume che giunge dopo ben ventisei anni di “vuoto”, ossia dal prodigioso lavoro svolto da Maura Del Serra sulle pagine de “Il Segugio del Cielo e altre poesie”. Qual è il valore di tutto ciò?
«Mi sono perdutamente innamorato di Thompson parecchio tempo fa, affascinato dai “colori” e dalle vibrazioni emesse delle sue poesie. Straordinario fu l’artista, impossibile da scindere dall’uomo: un individuo dalla condotta censurabile e dall’aspetto smunto, cacciato dal Seminario per indolenza e finanche capace di vivere per strada...
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Fabio Canesi

