Cultura & Spettacoli

«L’obiettivo di un’Orchestra per attrarre giovani talenti»

Conservatorio “Monteverdi” Dal 2023, importante crescita di nuove iscrizioni. Il direttore Caffi: progetto ambizioso, svolta culturale per l’intera comunità

Consolidare la propria presenza e rafforzare il ruolo culturale sul territorio, puntando su una sempre maggiore apertura verso l’esterno: è questa la precisa volontà, oltre che l’esigenza, del Conservatorio “Claudio Monteverdi” di Cremona. L’evento “Monteverdi Revolution” a Palazzo Grasselli ne è solo la testimonianza più recente. In Corso XX Settembre - lo spazio destinato a diventare la futura sede dell’Istituto, la cui inaugurazione è prevista per l’estate del 2028 al termine del secondo lotto di lavori - allievi e docenti hanno accolto il pubblico offrendo il meglio della loro produzione musicale e artistica. «Sì, esiste questa volontà di farci conoscere e di aprirci alla città e al territorio – spiega il Maestro Giuseppe Caffi, Direttore del Conservatorio dal 2024/2025. Un’apertura che si traduce già in formule concrete come le convenzioni stipulate con le principali realtà musicali e culturali locali: dal Liceo Musicale al Teatro Ponchielli, dal Museo del Violino all’Accademia Stauffer. A queste si aggiungono la collaborazione con il Consorzio dei Liutai, con la Biblioteca e con la Fondazione Casa Stradivari, insieme alla quale abbiamo da poco realizzato l’evento in Sant’Agata per l’anniversario di matrimonio tra Antonio Stradivari e Francesca Ferraboschi; solo per citare alcuni esempi».
Giuseppe Caffi, direttore del Conservatorio "Claudio Monteverdi"
Giuseppe Caffi, direttore del Conservatorio "Claudio Monteverdi"
Ufficialmente Conservatorio dal 2023, la sede attuale si trova al secondo piano dell’immobile di via Realdo Colombo, al civico 1 (sul portone ancora si legge la targa di Istituto parificato Monteverdi), storica sede che, fin dagli inizi, condivide con la scuola elementare “Realdo Colombo”. «Il trasferimento a Palazzo Magio Grasselli – continua il Maestro Caffi – rappresenta un’opportunità straordinaria. Certamente lasciare la sede che ci ha ospitato per vent’anni richiederà un grande lavoro organizzativo, ma l’emozione di entrare in una dimora così prestigiosa e ricca di storia supera ogni cosa. I vantaggi saranno enormi: passeremo dagli attuali 20 ambienti a ben 35 spazi, potendo contare su un magnifico salone affrescato dedicato ai concerti e su uno splendido giardino. L’evento “Monteverdi Revolution” è stata l’occasione perfetta per permettere ai nostri studenti di iniziare a respirare la bellezza di Palazzo Grasselli e di condividere questa anteprima con un pubblico straordinariamente numeroso».
Oggi che realtà rappresenta il Conservatorio “Monteverdi” di Cremona?
«Dal 2023 a oggi abbiamo assistito ad un’importante crescita delle iscrizioni. Attualmente contiamo 110 studenti frequentanti i corsi AFAM, i percorsi accademici di livello universitario. L’offerta è ricca e strutturata: abbiamo due classi di violino e due di pianoforte, classi dedicate a viola e violoncello, due di canto, oltre agli insegnamenti di organo, chitarra, flauto, sassofono e clarinetto. A questa platea, si affiancano gli 80 allievi dei corsi liberi e di formazione...
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Carla Parmigiani
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