Nuovo appuntamento con la rubrica L'altro violino di Roberto Codazzi
Come avevo scritto in questa rubrica anche durante la campagna elettorale per le comunali, ogni tanto in questa città c’è qualche politico di destra, di centro o di sinistra che vuole fare il fenomeno e pronuncia la frase fatidica: “Ma a Cremona non c’è solo il violino...”. Sarebbe come se il sindaco di Alba un giorno dicesse: “Ma questa non è solo la città del tartufo...”. O se il primo cittadino di Bronte affermasse: “Ma questa non è solo la città del pistacchio...”. Tuttavia un conto è impostare delle politiche culturali unicamente sul tema del violino e della liuteria - sai che noia? - e un altro è puntare la strategia di promozione turistico-culturale della città su un brand che sia veramente forte e identificabile in tutto il mondo. Un brand che richiami in modo immediato e inequivocabile l’identità e la storia di questa realtà, che come un sillogismo faccia dire: Cremona = Stradivari. Non c’è nulla da fare, questa sarà anche la città di Monteverdi e Ponchielli, di Tognazzi e di Mina, del torrone e della mostarda, ma in una ideale classifica del brand più forte non ce n’è per nessuno: nel mondo Cremona si identifica con “Strad”....
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Roberto Codazzi

