Il nuovo thriller di Sartori: suspense e colpi di scena per una storia che ritorna quarant’anni dopo
Dalle nebbie di un lontano passato, ecco affiorare qualcosa di oscuro che bussa con violenza alla porta di Gianfranco obbligandolo ad avvolgere il filo del tempo per tornare al 1984. Una tragedia che pareva essere ormai dimenticata (la scomparsa di una giovane di nome Alessandra), difatti, lo scuote al punto tale da spingerlo a riaprire un’indagine che lo costringerà, suo malgrado, a porsi a confronto con il Male. Suspense e colpi di scena attraversano la trama de “L’inferno addosso”, il nuovo romanzo - in vendita dallo scorso 13 ottobre - con cui Lorenzo Sartori (scrittore cremasco, nonché Direttore Artistico della rassegna culturale “Festival Inchiostro”) si confronta con una materia (il romanzo Giallo) di cui dimostra di possedere piena dimestichezza. Molti sono i misteri e altrettanti i colpi di scena lungo la via che collega Milano a una cittadina immaginaria (C.), di cui l’autore conosce perfettamente la mappa.
Lorenzo, due anni dopo la fortunata pubblicazione de “Il Nido del Pettirosso”, fa ritorno a un filone a lei piuttosto congeniale: il thriller. Ci spiega il motivo della scelta?
«Si tratta della prosecuzione di un percorso dentro lo stesso genere letterario, di cui sono anche un appassionato lettore. Al di là del medesimo genere d’appartenenza, non esiste alcuna connessione tra la mia attuale opera e la precedente: laddove “Il Nido del Pettirosso” aveva un’ambientazione montana, infatti, “L’Inferno addosso” sviluppa la propria trama all’interno di un contesto padano, a metà strada tra la realtà metropolitana meneghina e la ovattata dimensione locale. La fittizia C. potrebbe sì essere...
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Fabio Canesi

