Mannoia in “Anime Salve”: la forza di un’interprete
Il sipario del Teatro Ponchielli si prepara a custodire un nuovo, intimo incanto: lunedì 19 ottobre, Fiorella Mannoia porterà sul palco cremonese il tour “Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve”.
Una tournée che prende vita nel trentennale di “Anime Salve”, pietra miliare della musica italiana e ultimo lascito creativo di Faber, realizzato insieme a Fossati e pubblicato nel 1996. Dal ricordo dei brani indimenticabili di quell’album – insignito della Targa Tenco – ai successi più amati e già intrecciati al repertorio e al cuore di Fiorella, fino a nuove interpretazioni di capolavori dei due maestri, “Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve” è un omaggio sentito e profondo a un’eredità artistica e culturale che continua a risuonare nel cuore di intere generazioni.
Il velluto rosso della sala del Ponchielli abbraccerà parole che non invecchiano, celebrando i trent’anni di un capolavoro come Anime Salve. La voce della cantautrice romana, calda e fiera, si farà ponte tra i versi immortali di De André e la penna visionaria di Fossati. Non sarà un semplice concerto, ma un rito collettivo: note sussurrate e gridate, un brivido che scorre tra i palchi storici mentre Cremona ritrova, ancora una volta, una delle interpreti più amate.
Lei è da sempre considerata una delle più grandi interpreti della musica italiana, come avverrà sul palco del Ponchielli nel trentennale di “Anime Salve”. Qual è il segreto per riuscire a spogliarsi della propria identità ed entrare così profondamente nelle parole e nelle storie scritte da altri?”
«Rivendico con fierezza il mio ruolo di interprete: proprio come un traduttore, sento la responsabilità di restituire, nel modo più fedele possibile, il messaggio che l’autore desidera trasmettere attraverso la canzone. Il mio punto di partenza...
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Antonio Gattulli

