

Cultura & Spettacoli
L’attesa e il bisogno di “aria buona”
La Natività di Giotto (Cappella degli Scrovegni)
’augurio è che la rievocazione del Natale di Gesù sia portatrice di un messaggio di speranza e di pace
[...] partorirà un figlio.
E lo chiamerai Gesù:
egli salverà il suo popolo dai suoi peccati
(Matteo,2,21)
Natale: una festa che dovrebbe parlare di amore, quello incommensurabile di Gesù che si fa uomo per riscattare l’umanità dal peccato originale immolandosi perché sia ristabilita la pace con il Padre e ne consegua la salvezza per tutti: supremo esempio di somma carità che dovrebbe sollecitare ognuno di noi ad amare il prossimo. Ecco Gesù che, secondo tradizione, viene alla luce umile fra gli umili - sono pastori quelli a cui per primi gli angeli, come racconta il Vangelo di Luca (2,7 ), danno l’annuncio della sua nascita - , povero fra i poveri, avendo per culla una mangiatoia (il termine del testo greco, fatne, e quello latino, praesepium, esattamente questo in senso proprio significano). Atmosfera di gioia raccolta e di serena contemplazione, quella che ancor oggi sa evocare il presepio inteso in senso più lato, rendendo simbolicamente presente quell’evento divino. Tutto sparito? Tutto vanificato in questi tempi tragici, in cui si è sconvolta la vita di popoli interi e di singoli individui con eventi che hanno seminato distruzione e spento care speranze, con guerre che non hanno termine, con barriere che sembrano insormontabili, con nuovi conflitti che si accendono e portano una sciagurata e desolante devastazione, rapiscono indiscriminatamente vite - giovani, vecchi e bimbi innocenti - e cancellano ogni senso di umanità e di pietà...
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Renata Patria