

Cultura & Spettacoli
“Lombardia veneziana. Contributi per nuove prospettive” Il volume è suddiviso in due sezioni: i saggi su società, economia e politica e quelli su storia del diritto e delle istituzioni
La Serenissima, il grande collante
Crema e il destino comune con Bergamo e Brescia. Tra conflittualità e connessioni reciproche
Pubblicato da Giappichelli Editore, il volume Lombardia veneziana. Contributi per nuove prospettive , a cura di Aldo Andrea Cassi e Cinzia Cremonini, rappresenta uno dei frutti più interessanti dell’esperienza di “Bergamo e Brescia Capitale italiana della Cultura 2023”. Il libro, pubblicato nel 2025 ma da poco disponibile nelle librerie, è proposto al prezzo di 37 euro e raccoglie gli atti e gli sviluppi di un articolato ciclo di incontri scientifici dedicati alla cosiddetta “Lombardia veneziana”, cioè a quell’area composta da Bergamo, Brescia e Crema che per quasi quattro secoli condivise l’appartenenza alla Terraferma della Serenissima.
Il volume nasce da una domanda storiografica semplice solo in apparenza: che cosa ha significato davvero, per queste città lombarde, vivere per secoli sotto Venezia? E soprattutto: oltre ai ben noti conflitti giurisdizionali e alle rivalità municipali, quali forme di collaborazione, di circolazione culturale e di somiglianza sociale si svilupparono entro questo spazio politico comune?
Sono interrogativi che acquistano oggi una particolare attualità. Bergamo e Brescia, separate da pochi chilometri e unite da una storia intrecciata, sono state a lungo caratterizzate da una sorta di reciproca diffidenza, da una distanza emotiva che il campanilismo lombardo ha spesso alimentato. Eppure le due città – insieme a Crema – condividono un destino storico molto particolare. A differenza di realtà come Mantova, Ferrara o Modena, non diedero infatti vita a dinastie signorili capaci di costruire autonome sovranità territoriali di grande respiro europeo. Non mancarono certo famiglie illustri – basti pensare ai Martinengo e ai Gambara nel Bresciano, ai Colleoni e ai Malvezzi nel Bergamasco o agli Zurla e ai Vimercati Sanseverino nel Cremasco – ma il quadro politico rimase profondamente segnato dal rapporto con Venezia.

LO SGUARDO CIRCOLARE
Fu proprio la Serenissima a costituire il grande collante di queste terre: un elemento comune capace di imprimere strutture amministrative simili, linguaggi condivisi, pratiche economiche e modelli culturali che attraversarono i secoli dal Quattrocento alla fine del Settecento. Il libro insiste molto su questo aspetto, proponendo uno sguardo “circolare” sulla Lombardia veneziana: non più soltanto città isolate da studiare separatamente, ma territori da leggere nelle loro connessioni reciproche.
Da questo punto di vista, l’esperienza di “Bergamo e Brescia Capitale italiana della Cultura 2023” ha avuto un valore che va oltre la semplice programmazione di eventi. L’iniziativa, pensata anche come risposta civile e simbolica ai traumi della pandemia, ha favorito infatti la costruzione di nuovi percorsi di ricerca e collaborazione tra studiosi appartenenti a diversi atenei lombardi. Proprio da questo dialogo nasce il volume curato da Cassi e Cremonini.
Il libro è l’esito principale di una giornata di studi svoltasi a Brescia il 10 ottobre 2023, articolata tra Università Cattolica e Università degli Studi di Brescia. A quella giornata si erano aggiunti altri due incontri preparatori: uno tenutosi a Bergamo il 19 maggio, dedicato ai temi della politica e della gestione del territorio, e un altro organizzato a Crema il 16 settembre, incentrato su cultura e arti...
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Nicolò Dino Premi