Cultura & Spettacoli

«La pace non scoppia, si fa! E si impara come una disciplina»

Marco Mascia, presidente del Centro “Papisca” dell’Università di Padova: riconoscere le ingiustizie e non voltare lo sguardo dall’altra parte

“Pensare la pace: comprendere il presente, costruire il futuro” è il titolo del confronto che, organizzato dal Comune di Cremona e dall’Università Cattolica e dedicato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e agli universitari, si terrà martedì 27 ottobre, alle ore 11, nell’Aula Magna del Campus Santa Monica nell’ambito delle iniziative collegate al “Giro d’Italia per la pace”. A discutere delle prospettive del multilateralismo, del futuro delle Nazioni Unite, di diritti umani, di riarmo e delle conseguenze economiche dei conflitti saranno Raul Caruso e Mariangela La Manna, entrambi docenti dell’Università Cattolica, rispettivamente di politica economica e diritto internazionale, insieme a Marco Mascia, Presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università degli Studi di Padova. Centro che, come spiega il professor Mascia,«ha il compito di dare attuazione all’art.1, parag. 2, dello Statuto dell’Università di Padova dove si afferma che l’Università “promuove l’elaborazione di una cultura fondata su valori universali quali i diritti umani, la pace, la salvaguardia dell’ambiente e la solidarietà internazionale”. Il Centro svolge questo mandato fornendo supporto scientifico e didattico all’intera filiera dedicata ai diritti umani, tuttora unica in Europa: la laurea triennale in Scienze politiche, relazioni internazionali, la laurea magistrale in Human Rights and Multilevel Governance , il Dottorato internazionale in Human Rights, Society, and Multilevel governance . Il Centro svolge una specifica attività di ricerca il cui obiettivo è quello di contribuire all’approfondimento e alla disseminazione della cultura dei diritti umani partendo dall’assunto che il “sapere dei diritti umani” è un sapere assio-pratico e irenico, costitutivamente inter- e trans-disciplinare ed orientato all’azione, che si propone di costruire la pace, quale opera della giustizia, non soltanto tra le persone, i gruppi e i popoli, ma anche tra i “saperi” particolari. Infine, il Centro è impegnato nella diffusione della cultura della pace e dei diritti umani nei territori, in particolare nei mondi degli enti locali, della scuola e dell’associazionismo».
Professor Mascia, “Pensare la pace: comprendere il presente, costruire il futuro” è il titolo dell’incontro che la vede tra i protagonisti martedì 27 ottobre a Cremona. Ma il presente che viviamo, e da più parti, è in fiamme: da dove partire, dunque, con questi presupposti? E come le parole possono uscire dalle mura di un convegno e tradursi in fatti?
«Sì, il presente è in fiamme. Le grandi potenze vogliono “smantellare mattone dopo mattone” la Corte penale internazionale e l’intera architettura multilaterale, la guerra è tornata ad infettare l’Europa e il mondo, la crisi climatica è ormai fuori controllo, le persone migranti continuano a morire nel Mediterraneo e nella rotta balcanica, gli Stati investono in armi anziché nello stato sociale.
Il convegno è l’occasione per ribadire ancora una volta che la guerra è vietata dalla Carta delle Nazioni Unite e dal Diritto internazionale dei diritti umani che operano all’insegna del detto si vis pacem para pacem . Questo messaggio si traduce in fatti concreti attraverso le politiche di pace che promuove il Comune. Attraverso l’impegno della scuola a...
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Marco Mascia
Marco Mascia
Carla Parmigiani
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