Soprano, Maria Cecilia Marinelli esplora un genere che resiste al tempo: brillantezza ed eleganza
Quello di Maria Cecilia Marinelli - soprano, oltreché docente universitario da tempo residente all’ombra del Torrazzo - è un progetto discografico assai ambizioso suddiviso in ben quattro “sezioni”, del quale finora abbiamo avuto il piacere di conoscere e di apprezzare soltanto la prima. È custodita dentro un album di recente pubblicazione (realizzato grazie allo splendido lavoro eseguito dall’etichetta locale “Hi-Res Digital”), inciso l’estate passata presso il teatro “Filodrammatici” con il patrocinio del Comune di Cremona e dell’Associazione Filodrammatica Cremonese: “I Hate Musicals… but I like to sing them!” (il titolo strizza volutamente l’occhio al Direttore d’orchestra e compositore americano Leonard Bernstein). Spazio a una maniera “alternativa”, senz’altro nuova di interfacciarsi con le sette note, in cui la voce - elegante, perfettamente modulata - dell’artista di origine marchigiana è sublimata dalla presenza degli archi del Quartetto Archimia.
Musical, che passione: è il caso di dirlo. Una passione talmente bruciante che questo tipo di repertorio rappresenta il primo dei quattro capitoli mirati all’approfondimento di differenti generali musicali.
«Indubbiamente si tratta di un “filone” cui sono legata, tant’è che da parecchi anni lo sento molto vicino alle mie inclinazioni. Benché io sia un soprano lirico, e dunque io sia stata e sia tuttora chiamata ad affrontare repertori ben differenti, al Musical ho sempre guardato con pieno interesse. “I Hate Musicals… but I like to sing them!”...
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Fabio Canesi

