Cultura & Spettacoli

«Io nei panni di Poppea: un onore e una sfida avvincente»

Benedetta Torre, soprano

Il soprano genovese Benedetta Torre: il mio primo vero ruolo barocco nella città del Divin Claudio

Un onore e una sfida. Benedetta Torre sarà Poppea nell’ Incoronazione di Poppea , la prima opera dell’edizione 2026 del Monteverdi Festival, in scena al teatro Ponchielli sabato 13 e sabato 20 giugno. Per il soprano genovese, classe 1994, il debutto nel repertorio barocco avviene dalla “porta principale”, e dunque nella città di Monteverdi e con questa nuova produzione firmata dal regista Roberto Catalano e da Paul Agnew alla direzione della storica formazione Les Arts Florissants. «Affrontare il mio primo vero ruolo barocco nella città del Divin Claudio è per me una grande soddisfazione – sottolinea Torre -, un debutto del quale vado molto orgogliosa e che rappresenta al tempo stesso una sfida: è stato complesso, infatti, addentrarsi nel ruolo e nella personalità di Poppea, così diversa da me, perché se è vero che in ciascuno di noi vive una parte manipolatoria e un po’ narcisista, lei, Poppea, ne resta completamente sopraffatta».
Le prove sono iniziate intorno alla metà di maggio, «e in questa settimana – esordisce – c’è stata la prova generale con l’orchestra. Mi sono trovata subito molto bene con tutto il cast. Il direttore Agnew, anche cantante, è uno specialista del repertorio barocco: da lui, così sono arrivati molti e interessanti suggerimenti su come affrontare questo tipo di repertorio che ha regole precise sia dal punto di vista vocale che interpretativo. Un Direttore che è stato sicuramente di ispirazione per riuscire a rendere ogni personaggio al meglio, anche attraverso un flusso musicale molto elastico: complesso ma avvincente».
Poppea, dunque, personaggio non facile, iconico in “negativo”; spietata e calcolatrice rispetto per esempio alla Giulietta de “I Capuleti e i Montecchi” di Bellini, ruolo che ha affrontato l’anno scorso al Ponchielli...
«Poppea è dominata da desiderio di potere, sfrenatezza, sensualità come mezzo nella totale assenza di limiti morali. Ma non penso ci sia un atteggiamento moralistico e giudicante da parte di Monteverdi: vengono messi in scena e si raccontano dei personaggi dentro i quali ciascuno di noi – ed è anche questa l’idea del regista Roberto Catalano – può, in qualche modo, ritrovare una sua piccola caratteristica. Da parte mia, l’ho fatto anche attingendo alle mie esperienze di vita. Più in generale, trovo Poppea un personaggio piuttosto difficile da sondare nella sua essenza e mi verrebbe da dire che nemmeno lei...
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Carla Parmigiani
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