Canto di Misericordia. Il M° Mantovani: un cammino dalla miseria dell’uomo all’amore infinito di Dio
Cremona, lo scandalo della misericordia “Ingiusta”. Così il settimanale Famiglia Cristiana titolava l’intervista resa dal maestro Federico Mantovani nell’aprile 2016, alla vigilia della prima assoluta della sua opera Canto di misericordia, Cantata sacra commissionata dall’allora Vescovo Mons. Dante Lafranconi per il Giubileo straordinario indetto da papa Francesco ed eseguita con grandissimo successo nella Cattedrale di Cremona.
Di intatto valore artistico e di straordinaria forza comunicativa, la Cantata, a dieci anni da quella prima esecuzione, verrà riproposta domenica 29 marzo, alle ore 21, nella chiesa cittadina di Sant’Agata (entrata libera). Il libretto, realizzato dallo stesso Mantovani, raccoglie testi dei Salmi, di Sant’Agostino, di David Maria Turoldo, di Clemente Rebora, di Charles Péguy, di Raissa Maritain, di Santa Caterina da Siena, di San Giovanni della Croce, di Madre Teresa di Calcutta e di don Primo Mazzolari, fino alle voci dei Papi, da San Giovanni Paolo II, che istituì la festa della Divina Misericordia, a Benedetto XVI e a papa Francesco. Questi i fili di cui è intessuta l’opera per celebrare quella misericordia di Dio che, diceva Martin Lutero, «è come il cielo che rimane sempre fermo sopra di noi. Sotto questo tetto siamo al sicuro, dovunque ci troviamo». Per soprano, mezzosoprano, tenore, baritono, recitante, coro e orchestra (qui nella versione per organo e strumenti), la Cantata è divisa in dieci sezioni, in un continuo altalenante fluire fra ammissione della miseria dell’uomo e speranza nella misericordia di Dio che salva. «La mia idea - dice Mantovani -, era quella di costruire un cammino, dall’abisso all’abisso: dall’abisso della nostra miseria all’abisso dell’amore infinito di Dio. Muovendo da due considerazioni: la prima è che la misericordia si sperimenta spesso sull’abisso della disperazione...
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Redazione Cultura

