CarloAlberto Biazzi torna a Cremona per un nuovo corto (e un nuovo romanzo)
CarloAlberto Biazzi, regista classe 1984 di origini cremonesi, è pronto a tornare nella sua (e nostra) città per girare il suo prossimo film, un cortometraggio horror, «per la prima volta – racconta – senza attori famosi». Parallelamente, anche la realizzazione di un romanzo, con Serena Grandi, «un “horror pagano”, ambientato sul delta del Po».
Esperienze di cinema e letteratura. Senza che un’arte prevalga sull’altra.
Ma chi è CarloAlberto Biazzi? Da dove nasce questa passione?
«Questa passione nasce da quando sono bambino. Mi ricordo che già da piccolo leggevo libri, collezionavo giornali sul cinema... Ma più che per il cinema, la mia più grande passione era per il raccontare storie di qualunque genere, spaziando su tanti temi e punti di vista. Infatti mi sono messo anche a scrivere libri.
Quindi diciamo che la mia più grande passione è sempre stata questa e il cinema sicuramente mi ha dato modo di poterlo fare».
E si sente più un uomo di cinema o un uomo di letteratura?
«In realtà, nessuno dei due. Non mi sento un artista, che secondo me è una parola troppo abusata e troppo grande. Mi sono sempre considerato un autore, e per me fare cinema o fare o scrivere libri è la stessa cosa».
Ha qualche fonte d’ispirazione? Qualche modello? Qualche maestro?
«Ho avuto una grande fortuna nella mia vita, ovvero quella di aver incontrato un uomo straordinario, Francesco Freda, che è stato il più grande truccatore del cinema italiano. Lui è di fatto nato con il cinema del dopoguerra, il cinema degli anni ‘50 e ‘60. E lui mi ha fatto respirare molto quell’aria...
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