Cultura & Spettacoli

Il testamento di un uomo che amava porsi domande

Giovanni Catelli con la moglie Sara Maria Bonizzi

“Silenzio a Montevideo”: il libro postumo di Catelli

Franco Loi non ebbe alcuna esitazione a definirlo «un poeta eccelso»: ne cantò le lodi per la straordinaria capacità di cucire le parole le une con le altre suscitando nei lettori emozioni profonde, difficilmente dimenticabili. Autore prolifico e nient’affatto banale, nonché stimato giornalista mai stanco di rintracciare la verità all’interno di ogni notizia, a distanza di alcuni mesi dalla prematura scomparsa (avvenuta lo scorso dicembre) Giovanni Catelli ancora sopravvive nel ricordo di chi lo ha a lungo amato grazie all’ingente patrimonio lasciato in eredità: pagine meritevoli di un’attenta lettura, in cui è assai facile intravedere la profondità di pensiero e d’analisi di un uomo di cultura la cui fama seppe travalicare il perimetro della nostra provincia per raggiungere confini lontani. Un patrimonio oggi custodito dalla moglie Sara Maria Bonizzi, che attraverso l’opera (postuma) del marito (“Silenzio a Montevideo”, offerta nel catalogo di Avagliano Editore) sceglie d’eternare la memoria di un autore abile a lasciare un’indelebile traccia nella vita di chi - per amicizia o per ragioni di lavoro - ha avuto il privilegio di stargli accanto.
Fra le pagine del volume è possibile mettersi sulle tracce di Giovanni con uno scopo ben preciso: vivere assieme a lui l’esperienza di calarsi in ambienti molto distanti da quelli in cui noi tuttora viviamo. Le sue parole, nella fattispecie, ci accompagnano fra le vie e in mezzo alle piazze di una città che scopriamo essere fra le sue predilette.
«La genesi del libro risale alle prime settimane del 2020, ossia quando lo spauracchio del Coronavirus ancora non aveva iniziato a terrorizzarci a livello planetario. Il testo altro non è che la narrazione del soggiorno a Montevideo di un uomo che, incredulo dinanzi alla “esplosione” della pandemia, è immerso in un tempo “sospeso” in cui è costretto a vivere prima di ripartire alla volta dell’Europa. È un’opera che...
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Fabio Canesi
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