Nuova raccolta di poesie per la soncinese Anna Martinenghi
Nuova raccolta di poesie per la soncinese Anna Martinenghi dal titolo “Sperando che l’infinito sia abbastanza - il privilegio del bianco” (Giovane Holden Edizioni, 2026). Una poesia che che nasce dal quotidiano e si apre a domande radicali. Ogni pagina è attraversata da una tensione duplice: da un lato l’attenzione minuziosa ai gesti minimi, alle incrinature dei giorni comuni; dall’altro un desiderio ostinato di senso, capace di interrogare il tempo, la perdita, l’amore, la memoria. «L’infinito - esordisce Anna Martinenghi - è solo una promessa vuota, se non gli si chiede di significare qualcosa. Io non cerco la grandezza della misura, cerco che l’infinito regga il peso di ciò che nella nostra realtà non ha trovato spazio: gli addii, le domande senza risposta, la giustizia negata. È fame che nasce dal sentirsi solo l’inizio, e allora sì, pretendo molto dall’eternità. Un po’ di sana arroganza con l’universo»..
Anna, cos’è per lei questo “infinito”? È un luogo dello spirito, uno spazio vuoto da riempire o la somma di tutti i nostri frammenti?
«Tutte e tre le cose insieme, credo sia questo è il punto. L’infinito rappresenta lo spazio bianco tra una parola e l’altra: il privilegio del bianco, dove ancora si può creare qualcosa di nuovo. È il luogo in cui i frammenti che siamo trovano finalmente una cornice. Non un altrove rassicurante, ma un cantiere aperto dove...
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Ana Vera Teixeira

