Giovanni Cadolini dal 1917 dà il nome a una via del centro, ma lontana dai flussi cittadini
Via Cadolini è una strada che passa quasi inosservata, nonostante si trovi in pieno centro storico. Corre parallela a corso Campi, ma resta defilata, lontana dai principali flussi cittadini. Eppure custodisce una storia ricca e articolata, fatta di edifici importanti e di una memoria urbana antica. Per molti cremonesi, il riferimento principale è stato per decenni il palazzo che ospitava la sede della Telecom, meta obbligata prima dell’avvento di internet e dei telefoni cellulari, quando per cercare un numero bisognava consultare le guide telefoniche cartacee.
Tra gli edifici più rilevanti spicca anche il palazzo costruito nel 1762 dai fratelli Alessandro e Carlo Schinchinelli, un esempio significativo dell’architettura settecentesca cittadina. Ma la storia della via è segnata soprattutto dalle trasformazioni del suo nome, che raccontano i mutamenti sociali e istituzionali della città.

I nomi della strada tra Settecento e Novecento
Fino al 1788 la via non aveva una denominazione precisa. Fu solo in quell’anno che venne chiamata via della Posta Vecchia, probabilmente per la presenza di servizi legati alla corrispondenza. Nel 1871, con il trasferimento dell’orfanotrofio cittadino in uno degli edifici della strada, la denominazione cambiò nuovamente in via dell’Orfanotrofio...
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Laura Bosio

