Verso il 2 giugno. Il filosofo e giornalista cremonese promuoveva la partecipazione attiva alla vita pubblica
Cremonese, Arcangelo Ghisleri nasce il 5 settembre 1855 a Persico Dosimo, presso Cremona, da una famiglia di piccoli agricoltori. Si diploma in ragioneria presso la scuola tecnica cittadina (l’unica che ammetta i figli dei poveri). Si guadagna la vita lavorando come contabile, disegnatore o dando lezioni private di latino ed aritmetica. Alto, allampanato, non bello, ma dotato di sguardo vivido, e di fervido impegno. Convinto positivista, difende la scienza con fervore. Scriverà Filippo Turati, suo fraterno amico: “si notava un qualcosa del futuro apostolo, che andava formando il suo patrimonio morale e intellettuale con la tenacia passionata della lettura, degli appunti, delle meditazioni”. Per laurearsi in storia e geografia studia nei ritagli di tempo che gli concede l’impiego alla Banca Popolare di Cremona. Le sue aspirazioni sono però altre; abbandona l’impiego e si lancia nel giornalismo e nella pubblicistica. Ghisleri ha, del giornalismo, una concezione etica, mazziniana. A proposito di Mazzini Arcangelo scrive: “Egli fu un vero giornalista… se per giornalista si intenda colui che(…) scrive per contrastare o appoggiare (le idee) (…), quelle che distolgono o allontanano dal suo pensiero ideale o quelle che vi possono confluire”. A soli vent’anni fonda il periodico Preludio con prestigiose collaborazioni da Gabriele Rosa e Alberto Mario. Il programma del periodico è chiaro: “Contro l’ipocrisia civile e le quisquilie letterarie in voga”: un giornale per moralizzare. Nel 1876 fonda il settimanale “Il risveglio” per favorire l’emancipazione dei contadini. Promuove anche un’Associazione del libero pensiero.

ATTIVITA’ PUBBLICISTICA
Fonda diverse pubblicazioni che hanno una parte importante nel definire l’ideologia repubblicana, specialmente l’ultima, l’Educazione Politica (1899-1902) che, nata dopo la repressione reazionaria del 1898, fu preziosa per la battaglia politica. Arcangelo ha importanti esperienze di redattore, dal 1878, al quotidiano Bergamo Nuova e al Pro Patria di Napoli. Là conosce, nel 1882, Guglielmo Oberdan che gli infonde l’irredentismo e i problemi delle zone di confine. Anche il positivismo gli deve molto: Roberto Ardigò, uno dei maggiori esponenti del movimento, scelse la sua Rivista Repubblicana per pubblicare la sua Morale dei positivisti, all’epoca tema d’avanguardia...
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Anselmo Gusperti

